 Da anni utilizzo, nel mio lavorodi medico, le Acque di Luoghi Sacri. Assemblate in un test da me elaborato, mi consentono di individuare e al contempo equilibrare i chakra disarmonici dei pazienti.
Associate a terapie vibrazionali quali fiori di Bach, omeopatia, musicoterapia e utilizzate nel massaggio, ne amplificano gli effetti benefici. Alzano il livello vibrazionale dell’ambiente ricreando, per quanto possibile, l’armonia del luogo sacro originario. Per questo scopo è utile un umidificatore o una fontanella da interni. Il movimento delle molecole amplifica la vibrazione dell’acqua sacra e ne favorisce la diffusione.. ne bastano 12 gocce in tre litri di acqua di rubinetto o distillata. Se utilizzate nell’acqua da bere ( nove gocce in un litro) aiutano a correggere molte disarmonie dovute a inquinamento ambientale, alimentare farmacologico.
Il corpo umano è composto per circa 80% di acqua di cui la maggior parte è nel sangue. Il sangue è un tessuto perennemente in movimento e quindi mantiene attiva la frequenza dell’acqua sacra trasportandola in ogni cellula del corpo. Un ricercatore giapponese, Masaru Emoto, ha dimostrato che l’acqua, elemento neutro, assorbe qualsiasi vibrazione. Se la vibrazione impressa nell’acqua è quella di un pensiero di odio, dopo il congelamento della stessa a - 5° si evidenziano al microscopio immagini di cristalli incompleti, se è quella di un pensiero d’amore, si rilevano cristalli completi a forma di splendidi mandala. Similmente, l’acqua inquinata cristallizza in modo disgregato, l’acqua sacra in complete e. armoniche forme geometriche. Quindi, se formuliamo o assorbiamo pensieri negativi, di dubbio, rancore, mortificazione, l’acqua presente nel corpo si riempie di forme vibrazionali incomplete che a loro volta impediscono al cervello di costruire forme pensiero armoniche e positive. In questi casi, consiglio di bere acqua proveniente da Luoghi Sacri. Suggerisco di iniziare il ciclo depurativo in fase di luna calante bevendone tre bicchieri consecutivamente per tre volte al dì per sette giorni. In questo modo, i reni sono stimolati maggiormente ad espellere le forme disarmoniche delle vibrazioni negative. In seguito, fino a completare un ciclo lunare, l’Acqua Sacra può essere assunta anche in gocce: dieci per tre volte al dì. Come tutti i rimedi vibrazionali, omeopatia, fiori di Bach ecc…la frequenza terapeutica del rimedio viene assimilata direttamente in bocca dalle terminazioni nervose sublinguali e inviata al cervello. Poiché ogni Acqua Sacra ha una sua specifica vibrazione in risonanza con alcuni organi e apparati piuttosto che altri, sarebbe opportuno fare cicli di depurazione con Acque provenienti da Luoghi Sacri diversi.
Prima di osservarle con occhi di ricercatore, le consideravo un prezioso ricordo di un pellegrinaggio. Poi, gradualmente e per varie coincidenze, ho cominciato a riconoscere le loro funzioni. Ho testato quelle in mio possesso radioestesicamente e con il biometro di Bovis: tutte hanno una vibrazione molto più elevata dell’acqua comune, tutte hanno un movimento energetico destrorso anziché sinistrorso come la maggior parte ormai delle acque potabili. Tra i vari lavori di ricerca sull’acqua mi ha colpito quello di una biologa italiana, Ciccolo Enza, che con un test colloidale all’oro ha messo in evidenza caratteristiche comuni a tutte le Acque provenienti da Luoghi Sacri: la capacità di moltiplicarsi, di ridurre la carica batterica, di amplificare la funzione dei lieviti, di neutralizzare effetti nocivi di farmaci. Cominciai anch’io a sperimentare. In presenza di una fontanella da interni nell’ambiente, applicai gli elettrodi del bio-feedbach, uno strumento che registra le funzioni respiratorie, ai muscoli del torace e dell’addome di pazienti e notai che i grafici della respirazione toracica e addominale, mostravano repentini cambiamenti e sincronicità subito dopo aver aggiunto dodici gocce di Acqua Sacra a quella in movimento nella fontanella. Verificai inoltre, che in presenza di un una specifica Acqua Sacra nell’ambiente tenuta in movimento, una nota musicale suonata o cantata, acquisisce più forza e purezza. Durante una seduta di musicoterapia sperimentai che l’Acqua Sacra messa all’interno dello strumento musicale, campana tibetana o cristallarmonio, può determinare la scomparsa anche istantanea di dolori nevralgici. Con le funzioni guaritrici delle Acque, ho compreso meglio anche quelle dei campi del Sacro da cui provengono. In questa ricerca ha avuto molta importanza la conoscenza di Blanche Mertz e del suo libro “I luoghi alti”: laureata in fisica, aveva esaminato raioestesicamente e con il biometro di Bovis molti luoghi tra i quali, in occidente, quelli dove sorgono antiche cattedrali. Nel suo lavoro li definisce “Alti” perché li considera veri campi di forza che hanno potere di guarigione. Con questo patrimonio cognitivo sono tornata nei luoghi del Sacro dove ero precedentemente stata con un’attenzione diversa da prima, orientata più al campo che all’evento storico o mistico.
In tutti questi luoghi, la presenza di una sorgente o di un corso d’acqua, anche sotterraneo, è una costante. Quando ci avviciniamo ad un luogo sacro, già qualche chilometro prima di arrivare, lo stato fisico e psichico subisce un cambiamento più o meno consapevole a seconda della sensibilità di ciascuno. Si ha la sensazione di entrare, attraverso una porta invisibile, in uno spazio diverso da quello circostante anche se il paesaggio è pressoché lo stesso. Ciò che cambia è il senso del tempo; tutto rallenta: il ritmo del respiro, del cuore, del passo. Le parole stentano ad essere formulate; si desidera il silenzio intuendo che solo nel silenzio è possibile udire “qualcosa” che si percepisce sotto forma di sensazione. I pensieri inerenti occupazioni e preoccupazioni, si diradano. Scompaiono le immagini di persone o cose collegate a ricordi della vita quotidiana. Si entra più facilmente nel presente. Le percezioni sensorie, vista, udito, olfatto sono più acute. La luce sembra più brillante, un po’argentina. Soprattutto si amplifica il sentire. Quando ho rilevato tutto questo, ho compreso che Sacro non è necessariamente l’attributo di un luogo di culto. Camminando in natura soprattutto vicino a sorgenti, ci possiamo imbattere in uno spazio Sacro che ha le caratteristiche appena descritte dove è più facile comunicare con la propria anima e con Qualcosa di più Grande. Ma come portare con se uno spicchio di questo patrimonio?. La semplice, umile sorella acqua ci viene in aiuto. Un piccolo flaconcino dell’acqua del luogo, contiene il fuoco sacro del campo originario ed è come fossimo là.
Dott.ssa Maria Cristina Piras
Bibliografia:
Piras Maria Cristina "L'AcHua che suona" e "Onde di Luce" ed. Armonicastudios
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