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MONTSEGUR la mia casa di una volta

Dalla pietra sulla quale sedevo, potevo dominare tutto il piazzale racchiuso entro le mura del castello di Montsegur, e, da qualche parte entro il mio campo visivo, quasi ottocento anni fa, avevano discusso, pianto o festeggiato, uomini e donne destinati a diventare ultimi testimoni di una strage che mai come oggi potrebbe essere piu’ assurda.
Non potevo fare a meno di provare una profonda tristezza al pensiero del loro destino e chiedermi perché, un perché al quale la storia  ha già dato una risposta, tragica e quanto mai attuale: odio, intolleranza e paura.
Ma io, abitante del civilizzatissimo III millennio, testimone impotente delle truci barbarie del nostro secolo perfetto, così illuminato e  attento ai diritti umani purchè non tocchino interessi materiali, perché sentivo gli occhi bruciare e il cuore scoppiare per un avvenimento che, per quanto sanguinoso poteva essere, non superava certo molti altri, altrettanto brutali su  cui  la storia umana  è scritta e, che continuano ancora oggi, dall’alba dei tempi?
Non saprò mai se è stata la suggestione del luogo, -  il nido dell’aquila come era chiamato - oppure un ricordo perso nei più profondi recessi della mia memoria, soffocato dalla razionalità imposta dall’ epoca moderna,  a darmi la convinzione di esserci già stata, di aver condiviso con quelle persone un attimo, un velocissimo spiraglio di luce nelle tenebrose immensità del tempo.
Ma in fondo, era così importante saperlo con certezza? La mia risposta era no, non avevo bisogno della fredda  logica per avere la conferma di   quello che  vagamente avevo intuito nel momento stesso in cui avevo preso la decisione di venire qui. 
Gli antichi dicevano che agli albori dell’umanità l’uomo era capace di ascoltare la voce di tutto  quello che gli stava intorno, ma ora noi abbiamo dimenticato come si fa; il vento a Montsegur continua da secoli  a  raccontare  la sola,  vera storia  del destino di un popolo, quasi ad essere un avvertimento ultimo, sui corsi e ricorsi della  storia che si ripete sempre, mille anni fa, come oggi,  come tra mille anni fino a che  l’uomo, l’essere posto a capo di tutti gli esseri animati ed inanimati non inizierà ad  imparare dal suo passato, se vorrà ancora avere un futuro.
Con la mente che vagava  in una miriade di riflessioni sul significato di tutto questo, sentivo una profonda serenità  che mi pervadeva, e sempre stando seduta sulla mia pietra, il senso di nostalgia che già mi aveva preso al pensiero del ritorno a casa; ed una vocina esile dentro il mio cuore mi diceva che in fondo io ero già a casa, però era la vecchia casa, quella di una volta; ora ne avevo un’altra.”

Silvia
scrivimi  

CATARI ( dal greco katharos “puri”) è il nome con il quale sono indicate varie sette eretiche medievali, sviluppatesi in Europa dopo il mille e diffuse soprattutto nel XIII secolo nella Francia settentrionale, meridionale e in Italia. I Catari riprendevano i temi gnostici e dualistici,considerando il mondo campo di lotta tra Dio e satana, predicando l’ascetismo e un rinnovamento sociale basato sull’uguaglianza. Furono oggetto di vere e proprie crociate con persecuzioni che durarono a lungo.
MONTSEGUR  Per quarant'anni, dal 1204 al 1244, i Signori di Montsegur hanno tenuto testa alle due più grandi potenze del loro tempo: la corona di Francia ed il Papato. Ed è solo dopo un assedio durato dieci mesi che il “Castello”, diventato capitale della Chiesa Catara si arrenderà ai siniscalchi del re Luigi e dell’arcivescovo di Narbona. Più di duecento persone, il 16 marzo 1244, entreranno volontariamente nel rogo, eretto ai piedi del Pog, per non rinnegare il proprio credo. 

Montsegur si trova in Francia, nell’Ariege, Midi-pyrenees
 
Per info turistiche:
www.citanet.com/montsegur
                           www.tourisme.fr/office-de-tourisme/MONTSEGUR.htm
       
Come si raggiunge il castello: Sul fianco nord del Picco di Soularac, alto 2368 mt.,si alza un rilievo roccioso, molto accidentato e le sue vertiginose falesie formano un’importante difesa naturale. Alla sommità di questo, a 1.207 mt di altitudine, Raymond, Signore di Pereilhe, edificò nel 1204, su richiesta della Chiesa Catara, il Castello di Montsegur, Castello della Montagna Sicura.
Due Strade portano ai piedi del “Pog”, una arriva da Belesta, l’altra da Montferrier: si ricongiungono alla sommità del Colle.
Quattro sentieri consentono di accedere alla roccaforte; il più agevole e frequentato è quello che parte dal Colle e si arrampica sul fianco sud – ovest.  Al termine di una  salita ripida di circa 20/30 minuti si apre un panorama meraviglioso.

Bibliografia:
- Eretici ed eresie medioevali - G.G. MERLO edizioni  IL MULINO
- Movimenti religiosi nel Medioevo - H. GRUNDMANN edizioni IL MULINO
- L'enigna dei Catari - J. MARKALE edizioni SPERLING & KUPFER
- Il Santo Graal -  M. BAIGENT  R. LEIGH  H. LINCOLN  edizioni MONDADORI