 Breve Compendio sul Pranayama - Parte Prima
a cura dell'Associazione Sportiva Dilettantistica “Vita e Armonia”-Cremona
Se l’essenzialità del respiro è un dato di fatto ineludibile per ciascuno di noi, non a tutti, in particolare del mondo industrializzato, è nota l’esistenza di una gamma vastissima di respirazioni differenti e come dalle modalità e dalla qualità del respiro dipendano strettamente il benessere dell’organismo e l’attività del sistema nervoso centrale.
L’uomo ha pagato un prezzo molto alto alla “civilizzazione” e l’allontanamento da stili e ritmi di vita più naturali ha comportato l’acquisizione di tutta una serie di abitudini sbagliate e dannose nel camminare, nello stare in piedi e seduti, nel vivere la propria sessualità, nel mangiare e perfino in quell’atto assolutamente spontaneo ed essenziale che è il respirare, con gravi effetti sulla salute del corpo e della psiche che possiamo osservare così abbondantemente attorno a noi.
Quello che la mentalità materialista occidentale ignora rispetto alla filosofia Vedica è che l’aria non è composta soltanto da un miscuglio di gas necessari alla fisiologia cellulare, ma contiene e trasporta una controparte sottile ben più importante per la nostra sopravvivenza che si potrebbe definire “energia vitale” o “prana”, secondo i testi induisti.
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