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IL CORPO E LA BANALITA'

Il corpo è un continuo fluire-pulsare di energia. Perchè ci sia armonia questo continuo fluire deve essere libero, senza impedimenti. Questa energia è essenzialmente legata al gioco dei bisogni che sono espressi dalle emozioni. Le due emozioni essenziali che condizionano la nostra vita sono il dolore e il piacere.Ciò che è piaciuto si espande e rimane libero.
Il dolore e la sofferenza al contrario vengono nascosti per non creare dissipazione energetica e permetterci quindi di sopravvivere.Tutta l'energia non esternata si trasforma in materia ( sintomo ). La materia però non si ritrasforma in energia. C'è quindi un ulteriore dissipazione energetica per mantenere l'energia trasformata in materia ( malattia ).
La parola, per esempio, è l'espressione energetica dell'emozione.Il silenzio è un energia non esternata. I silenzi sono il prodromo del cancro !E' in questa ottica che va rivisto un sintomo o un corpo sofferente. E va visto il corpo nel suo insieme.
Qualsiasi problema emozionale che si manifesti avendo come target una parte del corpo, crea e comporta delle reazioni, delle compensazioni in altre parti del corpo e distanti fra di loro. Va detto che la maggior parte dei muscoli sono organizzati in sistemi funzionali chiamate catene muscolari che sono interdipendenti fra di loro: una azione su un punto qualsiasi di una di loro produce una reazione di ipotonia o di ipertono o accorciamento di uno dei muscoli collegati. Non ha senso quindi un lavoro muscolare fatto in modo segmentario. E' assurdo potenziare muscoli già forti e contratti. E' oltremodo dannoso mobilizzare un'articolazione bloccata da muscoli eccessivamente tesi. Il corpo, come dicevo prima, compensa e si contrae per evitare un vecchio dolore o per compensare una situazione di disequilibrio muscolare. Facendo "arrendere" il corpo ai propri ritmi ed esigenze si creano le premesse per il benessere. L'eccessiva contrazione muscolare invece impedendo un buon movimento articolare, degenera verso l'artrosi. In questa ottica vanno riviste tante periartriti, dorsi rigidi, sciatiche, epicondiliti, cervicalgie. Alla persona sofferente serve qualcuno che lo aiuti nella comprensione di ciò che ha causato il problema. Serve un medico che sia in grado di decodificare i segnali che il corpo esprime, un medico che lavori sul corpo e che sia in grado di mettersi in discussione perchè ogni persona è un compromesso fra il suo vissuto e il suo malessere.
Medici che non usino più il termine " psico-somatico" che il più delle volte vuol solamente dire: "è solo colpa tua se stai male, io non posso farti niente".Medici che non usino più il termine "stress". In casa mia è stressato anche il gatto perchè il cane gli rompe continuamente le scatole.
Medici che, incapaci di inserire e catalogare i disagi nelle patologie studiate, riducono il tutto in persone malate "poco collaborative".
Non servono più quei medici che la Dr.sa Bertelè individua nella frase " saremmo medici tanto bravi se non ci fossero i malati". Occorrono medici che vengano al di quà della scrivania e usano il loro sapere e le loro mani.
Mani che diventano mezzi a disposizione delle persone.Che diventano strumenti per il rilascio delle contratture,delle tensioni muscolari, prezioso supporto per uno stato di benessere. Mani che sapientemente, con amore e cura, ridonano forma armoniosa ad un corpo alterato dalla sofferenza.
Un grazie a tutti quei terapisti che hanno fatto proprio questo concetto.Non voglio entrare nel merito delle condizioni neurofisiologiche che apportano benessere attraverso questa concezione globale ed olistica del corpo.
Di sicuro vorrei allontanarmi dalla banalità dell'approccio sintomatologico. Dalla banalità di vedere il corpo in modo segmentario. Dalla banalità di cercare di "nascondere" il dolore senza ricercarne la causa.
E quando soffia il vento della banalità, restare in piedi diventa un'arte
.

Dott.Espedito De Leonardis

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