 Domenica 29 maggio 2005 alla Discoteca C-SIDE di via Castelbarcoa Milano ho partecipato,in veste di dj, ad una serata organizzata dalla Società Sportiva Silenziosa in occasione del suo 80° anniversario. Le persone presenti alla serata, circa 1200 provenienti da tutta Europa, non avevano alcuna possibilitàdi percepire il suonodella musica da me selezionata e trasmessa dallecasse acustiche in quanto sordomute. Davanti ai miei occhi si èsvolta lo stesso una festa bellissima: tutti ballavano a ritmo e si divertivano percependo comunque il suono, non come composizione di note ed armonie, ma come vibrazione.Il suono, in effetti, è originato da vibrazioni di atomi e molecole della materia, che vibrano oscillando sotto l’ impulso di onde di energia di una vasta gamma di frequenze. Le molecole vibrando, originano il suono che costituisce il messaggio, mentre la sensazione sonora che udiamo è una proprietà sensoriale prodottadal cervello. Percepiamo la sensazione del suono più specificamentetramite le orecchie, ma anche le papille tattili della pelle percepiscono la vibrazione di compressione e rarefazione dell’aria, codificandola come messaggio trasmesso dal mezzo circostante (aria,acqua, …od altro…). Inoltre tutto il nostro corpo è un’unica cassaarmonica che vibra al contatto delle molecole che la colpiscono.In assenza di un mezzo di trasmissione non può avvenire alcuna percezione di suono, la trasmissione di energia nel vuoto non corrisponde ad alcuna sensazione sonora, questo perché manca il mezzo di trasmissione che permette la ricezione delle vibrazioni; si rese conto di ciò il chimico Robert Boyle (1660), che dopo aver creato il vuoto con una pompa in una campana di vetro, disse : "se il mondonon avesse l’aria, … la propagazione del suono a cui siamo abituati non esisterebbe più.” Quindi possiamo dire che il suono esiste a prescindere del mezzo di trasmissione. Che cosa lega l’universoche ci circonda con questa vibrazione? La visione che emergedalla fisica contemporanea è quella di un universo in cui gli elementi che lo compongono non sono materiali solidi, bensi’ deimodelli di probabilità simili ad onde. Le particelle subatomichenon sono “cose”, ma continue interconnessioni tra queste, e l’universo appare un complicato insieme di eventi interconnessi che dialogano, o meglio “vibrano” tra di loro. Questa potrebbe essereuna delle cause della Cosmic Microwave Background radiation(CMB, ossia il rumore di fondo dell'Universo misurato nella frequenza delle microonde) scoperta per caso nel maggio del 1964 quando due ricercatori americani, Arno Penzias e Robert Wilson, compiendoesperimenti ai laboratori telefonici Bell per la realizzazione di antenne per comunicazioni satellitari, captarono interferenze sonore che non si riuscivano in alcun modo a spiegare. Mark Whittle, dell'Università della Virginia, ha analizzato questo rumore di fondo e, prendendo in esame diversi dati, si è accorto che queste ondevibrano ad una frequenza che è di 55 ottave al di sotto della più bassa nota che può emettere un organo. Naturalmente, se questosuono venisse trasposto 55 ottave più in alto si potrebbe ascoltare il suono dell'Universo. La musica ed il suono dalla preistoria ai giorni nostri fanno parte di uno dei bagagli più importanti del genere umano. Recentemente alcuni musicisti hanno cercato diconcettualizzare il rapporto che esiste tra la musica e l’universo fisico. Nell’album Lumpy Gravy (1967) del compositore americano FRANKZAPPA (1940- 1993) c’è una sezione dove parecchi personaggi non identificati discutono sulla natura dell’universo. Uno dei soggetti spiega il concetto della grande nota, THE BIG NOTE: tutto nell’universo è composto basicamente di vibrazioni – la luce è unavibrazione, il suono è una vibrazione, gli atomi sono composti da vibrazioni- e tutte questa vibrazioni possono essere in armonia con qualche tono cosmico fondamentale e incomprensibile: Tra questi due momenti sta tutta la parabola creativa di Frank Zappa, il suouniverso, che è fatto di decine di uscite discografiche, centinaia di registrazioni e migliaia di concerti in tutto il mondo con una sola certezza: “Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo unanoiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette.” Tutta la sua opera è strettamente interconnessa, ciascun elemento, legato ad ogni altro, in un continuo gioco di rimandi.Quello che rende assolutamente unica la musica di Zappa è la sua incomparabile miscela di elementi più disparati (inclusi molti extramusicali), che vanno dal r&b alla musica concreta, dal rock al serialismo, dalla computer music al jazz, tutti generi rielaboratisecondo la sua personale visione, assemblati e centrifugati mediante l'impiego di varie tecniche compositive e tecnologie di studio di registrazione, in un progetto che vuole ridare alla musica la suavalenza sonora universale. Parlando di musica, quando fu chiesto a Frank Zappa se vedesse una distinzione tra “grande arte“ e “arte popolare” lui rispose “Or any art at all?” (oppure niente arte?), mettendo in questione la stessa categoria.
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